Come era lecito attendersi, viste le dichiarazioni sulla stampa di domenica scorsa, lunedì 7 in consiglio comunale la maggioranza guidata da Supermario ha immolato sull’altare della realpolitik il principio fondante della garanzia. All’interno del misero ordine del giorno vi era infatti la votazione del rinnovo del collegio dei revisori contabili: un organo che ha principalmente funzioni di controllo circa il buono e corretto operato dell’amministrazione.Un ruolo delicato ed importantissimo. Un ruolo, appunto, di garanzia. Garanzia di tutti: non solo degli amministratori, ma soprattutto dei cittadini. Tale ruolo viene esercitato da un gruppo di persone (tre, per l’esattezza) che devono godere di professionalità acclarata, la cui nomina viene attribuita all’organo che per definizione rappresenta, nella democrazia cittadina, il popolo: il consiglio comunale.Da che mondo è mondo, il collegio dei revisori è composto da professionisti che “appartengano” ad aree politiche differenti, così da rappresentare – anche in un contesto tecnico, quanto più è possibile – le “anime” presenti in consiglio comunale. Anzi, di più: in moltissimi comuni, come previsto per le commissioni consiliari di garanzia, la presidenza dell’organo collegiale è affidata al “rappresentante” della minoranza consiliare.Ora, non sfuggirà a nessuno che la maggioranza consiliare, per quanto tormentata da mal di pancia e turbolenze varie, manifesta una superiorità schiacciante (16 a 5 è la proporzione nei confronti dell’opposizione). Ebbene, a fronte delle pantomime che nel torrido agosto villafranchese pessimamente hanno dato lustro alla variegata compagine di centrodestra, che appare più un’Armata Brancaleone che una falange macedone, ieri sera quest’ultima ha voluto mostrare i muscoli, dando arrogante prova di tutta la sua “forza”, in spregio a qualsivoglia principio di cooperazione e di rispetto istituzionale.I fatti: la proposta avanzata formalmente dall’opposizione alla maggioranza per concordare una modalità che consentisse l’elezione di un tecnico in grado di rappresentarne la sensibilità politica,  è stata cassata con sussiego e spregiudicata manifestazione di superiorità, irridendo (non tanto i consiglieri d’opposizione, quanto) gli stessi principi di democrazia che il capogruppo PdL ha citato nel suo intervento a sostegno della “libertà e segretezza” del voto insindacabilmente espresso da ciascun consigliere, in rappresentanza del popolo! Un passaggio su cui è bene stendere un velo pietoso.Guarda caso, la stessa libertà di scelta, il medesimo libero arbitrio, ha condotto i 16 esponenti di maggioranza a constatare, nello scrutinio delle schede, che l’espressione della loro autonoma volontà (su 15 candidati) ha condotto a ripartire i 32 voti a disposizione (2 per ciascuno) su 3 sole persone, che – ma guarda tu, a volte, cosa riserva il destino! – si sono ritrovate con 11, 11 e 10 voti cadauno! Se hanno questa fortuna, potrebbero puntare al superenalotto, per risanare le casse del comune, no?Ma, al di là dell’ironia, va detto con chiarezza, una volta per tutte, che la precedente amministrazione riservò non uno, ma due posti alla minoranza, tra cui la presidenza del collegio dei revisori contabili (espressione non certo di qualche tumultuoso esponente talebano veterocomunista, ma dell’ex sindaco Maurizio Facincani e della sua maggioranza di centrodestra). Ora, invece, è stato spiegato dal dott. Lucio Cordioli che, se forse il centrosinistra non sia in grado di contare, le proporzioni politiche in consiglio sono cambiate notevolmente e che tale forza politica avrebbe dovuto mostrarsi “muscolarmente” anche mediante la nomina di un organismo che ha un ruolo ben al di sopra delle parti, di garanzia per tutti.Con gergo popolare si dice che “non vi è più sordo di chi non vuol udire”. Il caso in questione ne è l’esempio lampante. La maggioranza non ha voluto avere riguardo per la funzione e per il ruolo che il collegio dei revisori è chiamato a svolgere. Ma ha preferito utilizzare “i posti a disposizione” per tacitare gli appetiti delle sue varie componenti. Anche per questa via, d’altronde, si ricompongono le fratture interne…Resta l’amaro in bocca, non tanto per il mancato accoglimento della richiesta avanzata, ma per l’ennesima caduta di stile, che si aggiunge a molte altre da rimarcare nel corso dei prossimi consigli comunali. O meglio, visto che questo è l’orientamento a cui induce la politica del sindaco Faccioli e dei suoi, spostando – purtroppo! – il dibattito dagli (ormai inutili) scranni consiliari alle colonne dei giornali. Con buona pace di chi crede ancora che le Istituzioni abbiano un senso vero e profondo per la tenuta di una società che si sfilaccia ogni giorno di più. Anche aiutata da notti bianche a base di alcool mascherate da eventi culturali!


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