Settimana densa di articoli interessanti, che meritano una pillola ciascuno.

 

Ospedale Magalini: nella nebulosità complessiva si alternano rassicurazioni altolocate (Sacconi, Brancher, PdL regionale e locale) e paure sotto traccia (Lega, che teme molto questo attendismo romano nello sganciare i famosi 40 milioni). Nel frattempo, ancora una volta, a rimetterci è la gente. Cioè l’utenza. Proprio a riguardo dell’utenza deve fare riflettere l’affermazione che fece il Direttore Generale dell’Azienda ULSS 22 Dall’Ora nel corso della serata “didattico - elettorale” (sic!) organizzata dalla Lega Nord al “Carlo Anti” di Villafranca, quando affermò che al Magalini non sono ancora stati trasferiti i servizi previsti perché la gente non li avrebbe richiesti. Beh, forse il Dir Generale Dall’Ora confonde

Villafranca con Bussolengo. Da noi mancano medici, paramedici e attrezzature; a Bussolengo ci sono, ma solamente il 30% dell’utenza ne fa uso. Di qui qualche riflessione importante deve nascere. E il PD  sta già lavorando a tale riguardo, nell’ottica di una vera eccellenza sanitaria, con una gestione del denaro pubblico più equilibrata e morale.

 

Stazione e spazi per i giovani. Che l’assessore Maraia abbia trovato il modo di ristrutturare la palazzina adiacente alla stazione, è un atto positivo. Significa che ci sarà un altro luogo destinato a chi opera nel sociale. Ma che lì vi si  possano svolgere attività giovanili non è affatto possibile. Basti valutare superficialmente i rischi connessi alla posizione del luogo, a due metri dai binari. Ogni altra considerazione appare superflua. Meglio quindi valutare l’affidamento ad

associazioni di adulti che operano sul territorio, che necessitano di sedi o luoghi di ritrovo. La questione, purtroppo, si è posta nel corso del penultimo consiglio comunale, a seguito della nostra interrogazione (datata 6 aprile!) sul futuro del centro giovanile. La risposta del sindaco è stata insoddisfacente e approssimativa. Ma, vista l’importanza del tema, ci si ripromette di dedicare un articolo ad hoc sull’argomento.

 

Programmazione urbanistica ed opere pubbliche. Il sindaco Faccioli aveva promesso che entro giugno avremmo visto il PAT in consiglio comunale. Ebbene, non solo l’iter non è concluso, ma la scelta sciagurata fatta da questa giunta, di voler rimettere mano a tutti i PIRUEA approvati dalla Regione, ha rallentato la realizzazione di numerose opere pubbliche a beneficio della collettività. Recentemente si è parlato di un finanziamento di 1 milione di euro per la futura scuola materna e nido integrato, di cui però deve ancora essere identificata l’area di realizzazione. Quanto al “cinema Metropol”, pare che l’amministrazione abbia richiesto una rivisitazione del progetto. La biblioteca è di là da venire e del Centro giovanile si sono perse le tracce, a vantaggio di

due (necessarie, ndr) palestre, di cui mancano progetti, tempi di realizzazione e – soprattutto – preventivi di spesa (quanto aggiungerà il comune? Oppure si faranno le solite palestrine al risparmio?). Sull’area Mazzi a Dossobuono (e sulla connessa visione del futuro della frazione più popolosa del comune)  ancora nulla all’orizzonte. Nel frattempo, però, si portano in consiglio comunale delibere estemporanee (vedi rotonda sulla via Postumia, all’altezza dello svincolo “Caluri – Le Chè”) da cui emerge che il piano delle opere pubbliche per il 2009 è fortemente ridimensionato. Solamente pochi interventi potranno essere realizzati, per carenza di fondi. E, comunque, per portarli a compimento  - come è a tutti noto – serve una progettazione definitiva, in molta parte ancora assente. La giustificazione data dai nostri amministratori è affidata all’assessore Maraia, che funge da parafulmine, adducendo i vincoli dettati dal rispetto del così detto “Patto di stabilità”. Ora, tale vincolo costituisce una vera spada di Damocle sulla testa del Comune di Villafranca, poiché il parametro di riferimento economico è determinato dal bilancio dell’anno 2007, in cui (per metà) governò il Commissario Faillaci. Chi dunque profetizzava il commissariamento come la panacea dei mali impersonificati dalla giunta Zanolli è costretto a ricredersi, anche se – di questi tempi – il solo pensare a delle scuse o dei “mea culpa” appare assai velleitario e sostanzialmente irrealizzabile. Tuttavia, se questo è lo scenario in cui sarà chiamata ad operare la compagine guidata da Supermario, c’è ben poco da sperare con riguardo alle opere che dovrebbero andare a beneficio della collettività. Salvo che, nel frattempo, San Giorgetti o qualche altro Santo regionale provveda ad integrare i forzieri locali. Intanto non ci resta che raccoglierci in fiduciosa preghiera…


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